Stato di quiete apparente

2016/2018

Stato di quiete apparente è un lavoro sul paesaggio che fonde due progetti di ricerca fotografica realizzati con due sistemi antitetici: il grande formato analogico presenta immagini in bianco e nero, il piccolo formato digitale, invece, quelle a colori. Il corpus di opere, nella sua integrità, indaga la forza che mette in equilibrio due essenze dello stesso stato: esterno ed interno, sopra e sotto, dentro e fuori, è infatti solo grazie al loro opposto che i due momenti possono esistere. Così anche nel rapporto che si crea tra i due lavori sussiste una dialettica, ma il punto di unione nel quale l’equilibrio prende forma sembra sempre sfuggire.

Grazie al bianco e nero i calanchi della terra lucana, come corpi di grandi pachidermi, paiono gravare esausti sulla superficie terrestre, quasi fossero imbrigliati in una palude, attratti verso il centro del Globo da una forza che resta ignota, celata dalla superficie argillosa.Attraverso il colore viene invece svelato un mondo interno, fatto di caverne, grotte ed ipogei: luoghi in cui la luce potrebbe effondere quella stessa forza, trovare per essa uno spiraglio e una possibile manifestazione che però non si lascia afferrare. È una luce accecante quella che trapela in questi luoghi oscuri, andando a dissolversi in un buio fitto; un’oscurità talmente impenetrabile da risultare anch’essa accecante.


























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